Vista generale di Marienplatz con il Neues Rathaus a Monaco di Baviera
Esperienziale,  Viaggi

Monaco di Baviera in camper: quando un incontro diventa amicizia

Una giornata tra birrerie bavaresi, surfisti in mezzo alla città, motori BMW e la conferma che alcuni incontri non sono semplici coincidenze.

Dopo la sorpresa di Legoland, il nostro viaggio verso Berlino proseguì verso Monaco di Baviera.

🗺️ ITINERARIO COMPLETO DEL VIAGGIO

Questa è una delle tappe del nostro viaggio in Germania del 2022.

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Quando ci salutammo a Innsbruck, io e Matteo ci scambiammo i numeri di telefono con Marco e Lucia. I nostri itinerari erano diversi: noi diretti verso Berlino, loro impegnati nel loro viaggio in camper lungo un percorso differente. Eppure sapevamo che, prima o poi, le nostre strade avrebbero potuto incrociarsi di nuovo, e ci dicemmo una cosa semplice: se ci fossimo ritrovati negli stessi giorni nello stesso luogo, ci saremmo rivisti volentieri. Pochi giorni dopo eravamo a Monaco di Baviera, e quella promessa diventò realtà.

Marienplatz e il Glockenspiel: la piazza che ci ha lasciati senza parole

Pochi giorni dopo Innsbruck eravamo finalmente a Monaco di Baviera, e la prima cosa che facemmo, ancora da soli come famiglia, fu muoverci verso il centro: proprio fuori dal campeggio c’era la fermata dell’autobus di linea, che ci portò fino al punto giusto per cambiare con la metro. L’uscita è proprio in piazza, e quando si risale dal sottosuolo ci si ritrova catapultati, senza preavviso, nel cuore di Marienplatz. Restammo senza parole appena usciti allo scoperto: turisti ovunque, monumenti imponenti, e un’atmosfera che si sente ancora prima di capire cosa si sta guardando. Il Neues Rathaus domina la scena con la sua torre in stile neogotico, mentre all’estremità orientale della piazza si trova l’Altes Rathaus, il palazzo del vecchio municipio. Al centro svetta la Mariensäule, la colonna della Madonna sormontata da una statua in bronzo dorato del 1638, e proprio davanti al municipio, il Fischbrunnen, la fontana del pesce, da sempre un tradizionale punto di ritrovo per chi visita la piazza.

Ma il vero motivo per cui vale la pena organizzare la visita attorno agli orari giusti è il Glockenspiel, il celebre carillon del Neues Rathaus. Lo spettacolo va in scena tutti i giorni alle 11:00 e alle 12:00, con un terzo appuntamento alle 17:00 nella stagione estiva, da marzo a ottobre, oltre a uno spettacolo serale alle 21:00 con il guardiano notturno e l’angelo. Dura circa dieci-dodici minuti, durante i quali si muovono trentadue statue a grandezza naturale, disposte su due livelli, che rievocano due momenti storici della città. Nel livello superiore va in scena un torneo cavalleresco che celebra il matrimonio del duca Guglielmo V con Renata di Lorena nel 1568: cavalieri a cavallo si sfidano, e il cavaliere della Baviera, riconoscibile dai colori bianco e blu, sconfigge sempre quello della Lorena. Nel livello inferiore, invece, si rievoca la Schäfflertanz, la danza dei bottai: secondo la leggenda, nel 1517 i bottai ballarono per le strade della città per rassicurare la popolazione e celebrare la fine di una grave epidemia di peste, e ancora oggi le statuine danzano in cerchio per simboleggiare la gioia e il ritorno alla vita. Lo spettacolo si chiude sempre allo stesso modo: un piccolo gallo d’oro in cima al carillon batte le ali e canta tre volte, segnando la fine ufficiale della scena.

Noi abbiamo assistito a entrambi gli spettacoli, quello di mezzogiorno e quello del pomeriggio, ma è quello della mattina a essere rimasto immortalato nei nostri video.

Dettaglio del Glockenspiel, il carillon del Neues Rathaus a Marienplatz
Le statue del Glockenspiel in azione, tra torneo cavalleresco e danza dei bottai.

Englischer Garten a Monaco di Baviera: la sorpresa dei surfisti in città

Più tardi ci aspettava un altro appuntamento, questa volta con Marco e Lucia: dopo esserci lasciati a Innsbruck con la promessa di rivederci se le strade si fossero incrociate di nuovo, organizzammo questa seconda giornata insieme, e a distanza di anni fa ancora un certo effetto ripensare che tutto fosse iniziato per caso lungo una pista ciclopedonale a Innsbruck, per poi ritrovarci a darci appuntamento in una delle città più importanti della Germania.

La prima tappa della giornata fu l’Englischer Garten, e per chi non c’è mai stato è difficile immaginare cosa si trova proprio all’ingresso: un piccolo tratto del fiume Eisbach, e un’onda vera, in mezzo alla città. Su quell’onda si alternavano surfisti provenienti da ogni parte del mondo, e la prima volta che li vedemmo restammo a guardarli per diversi minuti, perché era una di quelle immagini che non ti aspetti. Si va a Monaco pensando a birrerie, piazze storiche e tradizioni bavaresi, e ci si ritrova davanti a persone che fanno surf nel cuore della città.

Surfisti in azione sull'onda dell'Eisbach nell'Englischer Garten a Monaco di Baviera
L’onda dell’Eisbach, sempre affollata di surfisti: una sorpresa nel cuore della città.

Proseguendo la passeggiata nel parco, ci imbattemmo in un altro angolo capace di sorprenderci: la Japanisches Teehaus, una suggestiva casa da tè giapponese circondata da un piccolo giardino con vasche e corsi d’acqua, donata alla città da Tokyo e dal governo giapponese in occasione delle Olimpiadi del 1972. I ragazzi si affacciarono incuriositi sullo specchio d’acqua, ed è stato uno di quei momenti in cui l’Englischer Garten smette di essere solo un parco cittadino e si trasforma in una piccola collezione di sorprese, una diversa dall’altra.

Bambini affacciati sullo specchio d'acqua del giardino giapponese nell'Englischer Garten di Monaco
Lo specchio d’acqua della casa da tè giapponese, un angolo inaspettato nel cuore dell’Englischer Garten.

Dall’Hofbräuhaus ad Augustiner: il pranzo bavarese a Monaco che non dimentichiamo

Come spesso accade nelle giornate migliori, tutto iniziò pensando al pranzo. L’idea iniziale era mangiare in uno dei luoghi più famosi di Monaco, l’Hofbräuhaus: entrammo, osservammo l’ambiente, tavoli lunghissimi, atmosfera tipicamente bavarese, tanti gruppi di persone, e un tavolo che sembrava essersi appena liberato. Chiesi informazioni e in un primo momento mi sembrò fosse disponibile, ma pochi istanti dopo la risposta cambiò: il tavolo risultava occupato. Non sapremo mai il motivo esatto, forse avevo capito male, forse era stato prenotato, forse c’era stata semplicemente un’incomprensione; so soltanto che ci ritrovammo di nuovo fuori, e col senno di poi fu una fortuna.

Facciata esterna dell'Hofbräuhaus a Monaco di Baviera
L’Hofbräuhaus, uno dei luoghi più famosi di Monaco, dove il tavolo libero si è rivelato… meno libero del previsto

Cambiare programma si rivelò infatti una scelta azzeccata: finimmo da Augustiner, e fu una di quelle esperienze che ricordiamo ancora oggi con piacere, o quasi, perché se il cibo era eccellente, la simpatia della cameriera probabilmente era rimasta in ferie.

Atmosfera in una tipica birreria bavarese ad Augustiner, Monaco di Baviera
Un momento all’Augustiner con atmosfera tipicamente bavarese

Fortunatamente la cucina compensava ampiamente: io, Matteo, Marco e Lucia scegliemmo uno dei piatti più iconici della tradizione bavarese, lo stinco, croccante fuori e morbido dentro, uno di quei piatti che da soli valgono il viaggio. Ad accompagnarlo, io e Matteo scegliemmo una tipica Helles di Monaco, leggera ed equilibrata, mentre Marco e Lucia optarono per altre bevande. Anche i bambini trovarono il loro piatto del cuore: Giovanni, Benedetta e Federica si buttarono sulle tradizionali polpette bavaresi, divorandole con grande soddisfazione.

Stinco bavarese servito da Augustiner a Monaco di Baviera
Lo stinco di Augustiner: croccante fuori, morbido dentro, da solo vale il viaggio

Per tutta la durata del pranzo ci fu però un elemento di disturbo: Matteo, o meglio, la sua improvvisa trasformazione in un improbabile turista tedesco che cercava disperatamente di parlare italiano. Aveva deciso di calarsi nella parte del professor Birkermaier, il medico della celebre scena di Fantozzi rinchiuso nella clinica-prigione a digiuno forzato, e per tutto il pranzo continuò a tornare su quel personaggio con un accento improbabile, nonostante i nostri tentativi di ignorarlo e cambiare argomento. Più passavano i minuti e più sembrava divertirsi, molto più di noi. Ancora oggi, quando ripensiamo a quel pranzo, ricordiamo insieme lo stinco, le polpette dei bambini, la cameriera meno sorridente della Baviera, e Matteo che continuava imperterrito a interpretare il suo personaggio.

Pomeriggio tra motori e parchi: BMW Museum e Olympiapark

Se per alcuni il momento più atteso della giornata era stato il centro storico o l’Englischer Garten, per Matteo il vero clou aveva un nome ben preciso: BMW Museum. Chi lo conosce sa che oggi la sua passione principale sono le moto, ma quando si parla di motori in generale difficilmente riesce a resistere, e quel pomeriggio trovò in Marco un compagno perfetto: scoprirono di avere molto in comune anche su questo fronte, e mentre noi osservavamo le vetture esposte con la curiosità di semplici visitatori, loro sembravano perdersi nei dettagli. Più passava il tempo e più ci rendevamo conto che quell’incontro nato per caso a Innsbruck non aveva nulla di superficiale: ogni nuova conversazione apriva un argomento diverso, camper, viaggi, tecnologia, motori, famiglia, ed era una di quelle rare situazioni in cui sembra di conoscere una persona da molto più tempo di quanto dica il calendario. Il museo diventò così qualcosa di più di una semplice visita: fu uno dei momenti in cui quell’amicizia nata pochi giorni prima continuò a consolidarsi. Per il resto della famiglia fu comunque una tappa interessante, ma per Matteo e Marco, probabilmente, fu il paradiso.

La giornata proseguì poi all’Olympiapark: camminammo, parlammo, i bambini giocarono, e quasi senza accorgercene arrivò sera. Succede quando si sta bene insieme: si guarda l’orologio e improvvisamente è passata un’intera giornata.

Un’amicizia nata per caso: la sorpresa dei 45 chilometri

Se c’è una cosa che ci siamo portati a casa da questa giornata è che le amicizie più belle spesso nascono nei modi più improbabili: un messaggio, un video, un incontro casuale, una passeggiata in una città straniera. A volte percorri centinaia di chilometri attraverso l’Europa per incontrare persone che abitano a poco più di mezz’ora da casa tua, e infatti fu proprio così: una volta rientrati dal viaggio scoprimmo che ci separavano circa quarantacinque chilometri, eppure ci eravamo conosciuti davvero soltanto dopo esserci incontrati in Austria. Forse è anche questo il bello dei viaggi: ti portano lontano, ma a volte servono semplicemente a farti incontrare le persone giuste.

Quando ci salutammo quella sera non avevamo la sensazione di lasciare degli amici incontrati in viaggio. Avevamo la sensazione di salutare persone che avrebbero continuato a far parte della nostra vita anche dopo il ritorno a casa, e per una volta quella sensazione si rivelò esatta.

Viktualienmarkt: boccali e bretzel nel cuore di Monaco

A Monaco restammo un paio di giorni, e in un altro momento, senza Marco e Lucia, che nel frattempo procedevano oltre con il loro viaggio, decidemmo di girare con calma il centro città. Fu così che arrivammo al Viktualienmarkt, la piazza del mercato appena accanto a Marienplatz, dove acquistammo i famosi wurstel bianchi di Monaco, da mangiare con la loro mostarda dolce, che non ha nulla a che vedere con la nostra senape. Tra banchi di fiori, pane e ogni ben di Dio, ci sono le panche del mercato, proprio come quelle di una sagra di paese, e per un momento ci è sembrato di essere già all’Oktoberfest.

C’è un chiosco che spilla di continuo boccali da mezzo litro e da un litro: non si fa fila per il boccale, semplicemente si passa, si prende e si paga, perché ne spillano sempre uno pronto. Insieme al boccale vendono anche il bretzel, e accanto ci sono i chioschi ristorante per chi vuole fermarsi a mangiare qualcosa di più completo. Tutto intorno, locali pieni di uomini e donne di ogni età con in mano boccaloni da un litro. Dopo una lunga passeggiata nel cuore della città era esattamente quello che ci voleva per trovare un po’ di refrigerio. Io e Matteo, nel pomeriggio, ci sentivamo decisamente spaesati con il nostro boccale da mezzo litro in mano, la busta della spesa appena fatta, e i ragazzi che nel frattempo ci avevano già finito tutti i bretzel. Una scoperta piacevole fu la birra stessa: leggerissima, quasi per nulla alcolica e poco gasata, molto diversa da quello che ci saremmo aspettati.

Donna seduta sulle panche del Viktualienmarkt con boccale di birra e bretzel a Monaco di Baviera
Boccale e bretzel al Viktualienmarkt, tra le panche del mercato più famoso di Monaco

E il viaggio continua verso Norimberga

Lasciata Monaco, il nostro viaggio verso Berlino proseguì. Davanti a noi c’erano ancora nuove città da scoprire, nuove esperienze da vivere e nuove storie da raccontare. La tappa successiva sarebbe stata Norimberga, una città che, almeno all’inizio, pensavamo dovesse essere una semplice sosta. Ma che avrebbe saputo sorprenderci.

📍 Dove abbiamo sostato

Abbiamo soggiornato al campeggio Thalkirchen, a Monaco di Baviera, ben collegato al centro città tramite autobus e metro.

🚐 Prima di partire per Monaco

Se stai organizzando una visita a Monaco di Baviera in camper, ecco alcune informazioni pratiche che avremmo voluto conoscere prima di partire.

Monaco, come molte città tedesche, ha delle green zone in cui l’accesso è regolato: prima di muoverti in città vale la pena scaricare un’app che aiuti a individuarle ed evitarle, per non rischiare una multa. Nel nostro video trovi come abbiamo fatto noi, i suggerimenti con una app come evitare le Green zones:

Per il pernottamento, oltre al campeggio Thalkirchen ci sono altre soluzioni comode per chi viaggia in camper. Una possibilità è l’area attrezzata dell’Allianz Arena, con indicazioni dettagliate sui prezzi e disponibilità nel loro sito:

Un’altra opzione è il parcheggio Park and Ride di Studentenstadt, comodo perché collegato al centro città con la metro diretta:

❤️ Cosa ci ha lasciato questa tappa

Monaco ci ha lasciato due cose diverse, ma ugualmente preziose. Da un lato la conferma che le amicizie più belle nascono spesso nei modi più improbabili, e che a volte servono centinaia di chilometri per incontrare persone che, senza saperlo, vivevano a un passo da noi. Dall’altro, la scoperta di una città che sa essere autentica anche lontano dalle guide turistiche: bastano un boccale spillato al volo e un bretzel diviso in famiglia per sentirsi, per qualche ora, parte di quella Baviera vera che si respira al Viktualienmarkt.

🔄 Se tornassimo oggi

Se tornassimo oggi a Monaco, non perderemmo tempo a cercare un tavolo all’Hofbräuhaus: ormai sappiamo che si mangia benissimo da Augustiner, ed è lì che andremmo dritti. E rifaremmo sicuramente la fila per un posto sulle panche del Viktualienmarkt, boccale e bretzel alla mano: quella sensazione di sagra di paese nel cuore di una grande città non si dimentica facilmente.

🎟️ Organizza la tua visita

Per chi ha poco tempo a disposizione o viaggia con bambini, l’autobus hop-on hop-off è una soluzione comoda per girare tutta Monaco toccando i principali punti turistici, senza dover organizzare spostamenti separati tra un’attrazione e l’altra.

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Chi ha più tempo a disposizione e figli un po’ più grandi può prendere in considerazione anche una visita al vicino memoriale di Dachau, a una trentina di minuti da Monaco. Noi non l’abbiamo visitato in questo viaggio, sia per l’età dei bambini all’epoca troppo piccoli per un’esperienza di questo tipo, sia perché la nostra tabella di marcia prevedeva già un’altra tappa. Resta comunque un luogo di grande valore storico per chi desidera approfondire questo capitolo della memoria europea.

👉 Sito ufficiale del memoriale di Dachau

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