La tua targa è scolorita? Rischi multa e fermo del veicolo!
Se possiedi un camper con qualche anno sulle spalle, probabilmente avrai notato che le targhe possono iniziare a scolorirsi a causa del sole, della pioggia, dei lavaggi e degli agenti atmosferici.
È successo anche a noi.
La nostra targa era diventata sempre meno leggibile e, considerando che viaggiamo spesso all’estero, abbiamo deciso di intervenire prima che diventasse un problema.
In questo articolo ti raccontiamo cosa prevede la normativa italiana, quali sono i rischi di una targa deteriorata e come abbiamo risolto la situazione.

Quando una targa diventa un problema?
Una targa deve essere sempre chiaramente e integralmente leggibile.
In Italia può capitare che una targa leggermente scolorita venga tollerata durante un normale controllo, ma non bisogna considerarlo un comportamento garantito. La valutazione spetta sempre agli agenti che effettuano il controllo.
Se invece viaggi all’estero, dove i controlli automatici tramite telecamere sono molto diffusi, una targa poco leggibile può creare maggiori difficoltà e contestazioni.
Per questo motivo abbiamo preferito sostituire le nostre targhe prima di affrontare nuovi viaggi fuori dall’Italia.
Quali sono i rischi di una targa illeggibile?
Le conseguenze possono essere più importanti di quanto si immagini.
Multa
L’articolo 102 del Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa per chi circola con una targa non chiaramente e integralmente leggibile; l’importo della multa può variare da 42 a 173 euro.
Fermo amministrativo del veicolo
Nei casi ritenuti più gravi, o durante particolari controlli, gli organi accertatori possono disporre il ritiro della targa deteriorata e il fermo amministrativo del veicolo, impedendone temporaneamente la circolazione. Per chi è in vacanza con il camper, una situazione del genere può trasformarsi rapidamente in un grosso problema.
Revisione ministeriale
Anche la revisione può diventare un ostacolo: i centri revisione utilizzano sistemi fotografici per identificare il veicolo e verificare la leggibilità della targa. Se questa risulta troppo deteriorata, la revisione potrebbe essere sospesa fino alla sostituzione della targa.
L’errore da NON fare: ritoccare la targa con un pennarello
Molti pensano di risolvere il problema semplicemente ripassando lettere e numeri con un pennarello nero; è una pratica assolutamente da evitare: la normativa considera qualsiasi modifica della targa originale come una manomissione.
Anche se l’intenzione è semplicemente quella di renderla più leggibile, il risultato è comunque un’alterazione di un documento identificativo dello Stato. Le conseguenze possono essere molto più pesanti rispetto a quelle previste per una semplice targa deteriorata.
Nemmeno una replica è consentita
Anche far realizzare una copia identica della propria targa presso aziende specializzate non è una soluzione legale. Le targhe devono essere emesse esclusivamente dagli enti autorizzati durante la procedura di immatricolazione o reimmatricolazione.
L’unica soluzione legale: la reimmatricolazione
In Italia non è possibile richiedere un duplicato identico della targa originale.
L’unica procedura prevista consiste nella reimmatricolazione del veicolo, con rilascio di:
- nuove targhe;
- nuova carta di circolazione (Documento Unico).
Quali documenti servono?
Per richiedere la reimmatricolazione occorrono generalmente:
- le due targhe originali;
- il Documento Unico di Circolazione e Proprietà;
- il modulo DTT2119 compilato;
- un documento di identità valido.
La pratica può essere svolta direttamente presso la Motorizzazione Civile oppure tramite uno Sportello Telematico dell’Automobilista (ACI o agenzie pratiche auto).
Quanto costa cambiare le targhe?
Se si svolge la pratica autonomamente, il costo complessivo si aggira generalmente intorno ai 140-150 euro, comprensivi di bolli, diritti della Motorizzazione e nuove targhe.
Noi abbiamo preferito affidarci a un’agenzia pratiche auto per evitare errori e velocizzare la procedura; la spesa finale è stata di circa 250 euro.
Dopo il cambio targa non è ancora finita
Una volta ricevute le nuove targhe bisogna aggiornare tutti i servizi collegati al vecchio numero di immatricolazione.
Molti se ne dimenticano, ma è un passaggio fondamentale.
Aggiornare l’assicurazione
La prima comunicazione va fatta alla compagnia assicurativa: la polizza dovrà essere riemessa con il nuovo numero di targa; nel nostro caso la compagnia ha richiesto un costo amministrativo di 24 euro per l’aggiornamento della polizza.
Ti consigliamo quindi di verificare preventivamente eventuali costi previsti dalla tua assicurazione.
Aggiornare Telepass e sistemi di telepedaggio
Se utilizzi dispositivi di telepedaggio, ricordati di modificare la targa associata al contratto.
Ad esempio:
- Telepass;
- UnipolMove;
- altri servizi analoghi.
Il dispositivo rimane lo stesso, ma il sistema deve essere aggiornato con la nuova immatricolazione.
Aggiornare le app dei parcheggi
Anche tutte le applicazioni che utilizzano la targa devono essere aggiornate.
Tra queste troviamo ad esempio:
- EasyPark;
- applicazioni comunali per i parcheggi;
- servizi di pagamento della sosta;
- eventuali portali di registrazione del veicolo.
Tessere e convenzioni
Vale la pena controllare anche eventuali:
- tessere di campeggi;
- convenzioni con aree sosta;
- servizi dedicati ai camperisti;
- abbonamenti che identificano il veicolo tramite il numero di targa.
Bollini ambientali: cosa succede con la nuova targa?
Chi viaggia spesso all’estero deve prestare particolare attenzione ai bollini ambientali.
Germania
La Umweltplakette è associata direttamente al numero di targa, con una nuova immatricolazione è necessario richiedere un nuovo bollino.
Francia
Lo stesso vale per il bollino Crit’Air; anche questo è collegato alla targa del veicolo e deve essere rifatto dopo la reimmatricolazione.
Austria
Situazione diversa per l’Austria: il bollino ambientale austriaco è associato al numero di telaio (VIN) e non alla targa. Poiché il numero di telaio del camper non cambia, il bollino già applicato sul parabrezza rimane valido anche dopo la sostituzione delle targhe.
La nostra esperienza
Abbiamo deciso di sostituire le targhe prima che diventassero un problema durante uno dei nostri viaggi.
La procedura è stata relativamente semplice, ma ci siamo resi conto che il cambio della targa comporta molti più aggiornamenti di quanto si possa immaginare.
Tra assicurazione, telepedaggi, app, bollini ambientali e servizi collegati al veicolo, è facile dimenticare qualche passaggio.
Per questo motivo abbiamo voluto condividere la nostra esperienza, così da aiutare altri camperisti a evitare errori e affrontare la procedura con maggiore tranquillità.
Conclusioni
Se la targa del tuo camper è scolorita, rovinata o poco leggibile, il consiglio è di non aspettare.
Evita assolutamente di ritoccarla con pennarelli o di farne realizzare una replica: oltre a non risolvere il problema, potresti esporti a conseguenze molto più gravi.
La reimmatricolazione rappresenta l’unica soluzione prevista dalla legge e, una volta completata, ricordati di aggiornare tutti i servizi collegati alla vecchia targa.
In questo modo potrai continuare a viaggiare in Italia e all’estero senza pensieri.


