Famiglia varca l'ingresso di Legoland Deutschland a Günzburg
Esperienziale,  Viaggi

Legoland Deutschland: una tappa che vale il viaggio

Un giorno tra mattoncini, giostre e una patente conquistata con orgoglio: la nostra tappa a Legoland Deutschland durante il viaggio da Perugia a Berlino.

Dopo le favole di Füssen, il nostro viaggio verso Berlino proseguì verso Legoland Deutschland.

🗺️ ITINERARIO COMPLETO DEL VIAGGIO

Questa è una delle tappe del nostro viaggio in Germania del 2022.

👉 Germania in camper con bambini: il nostro viaggio da Perugia a Berlino tra smart working, scuola e avventura

Ci sono segreti che i genitori si portano dietro per anni, di quelli piccoli e innocui che vengono fuori a tavola molto tempo dopo, quando ormai fanno ridere tutti. Il nostro riguarda Legoland Deutschland, una delle tappe più attese del nostro viaggio in Germania con i bambini, e inizia con una bugia a fin di bene, o almeno ci piace pensarla così. Quando arrivammo al parco, durante il nostro viaggio verso Berlino, avevamo acquistato un biglietto valido per due giorni, ma i nostri figli non lo sapevano, e noi non avevamo alcuna intenzione di dirglielo. Non perché non amassero il parco, anzi, proprio il contrario: eravamo abbastanza sicuri che dopo una giornata intera tra attrazioni, Lego, negozi, laboratori e montagne russe sarebbero stati prontissimi per affrontarne un secondo, mentre noi molto meno. Chi è genitore probabilmente ci ha già capiti, chi non lo è forse ci giudicherà, ma la sopravvivenza viene prima di tutto.

L’arrivo al campeggio di Legoland: l’attesa dei bambini

Il campeggio di Legoland non assomiglia a un campeggio qualunque. Anche sugli edifici dei servizi comuni, tra lavandini e docce, ci sono dipinti i personaggi Lego, e intorno si estende uno di quei parchi giochi curatissimi come solo in Germania si trovano, con casette a tema, piccoli castelli e aree gioco che fanno parte del resort tanto quanto il parco vero e proprio. Bastò questo, ai bambini, per convincersi di essere già arrivati: non appena il camper si fermò, si catapultarono fuori sicuri di essere finalmente dentro Legoland, e ci vollero diversi minuti di spiegazioni per far capire loro che quello era “solo” il campeggio, che il parco vero li aspettava il giorno dopo, e che per quella sera bisognava accontentarsi. Non la presero benissimo: iniziarono a fare la lagna, indicando le casette e i castelli come se fossero a un passo da un torto ingiusto.

Noi, intanto, eravamo stanchi dal viaggio ma sinceramente felici di averli portati fin lì, anche se avevamo già deciso, senza troppi ripensamenti, che un giorno solo sarebbe bastato: la tabella di marcia del viaggio non lasciava molto margine, e due giornate intere al parco sarebbero state comunque troppe da reggere per tutti. Quella sera cenammo dentro il camper, perché fuori l’umidità si faceva sentire, mentre i bambini continuavano a tempestarci di domande su cosa avrebbero fatto l’indomani. Metterli a letto fu un’impresa: la stessa agitazione della vigilia di Natale, quando l’unico argomento che funziona davvero è che se non si chiudono gli occhi, il regalo non arriva. Alla fine, come sempre succede, si arresero al sonno.

Un giorno a Legoland Deutschland tra mattoncini, giostre e bambini felici

La mattina dopo spostammo il camper nel parcheggio dedicato, proprio accanto all’ingresso, e da quel momento iniziò una maratona di entusiasmo che definire faticosa sarebbe riduttivo: se c’è una cosa che abbiamo imparato quel giorno, è che l’energia di tre bambini dentro Legoland non sembra seguire le normali leggi della fisica. Dopo l’attesa forzata della sera prima, varcare finalmente il cancello fu, per loro, come vedersi restituire qualcosa che gli era stato promesso e poi negato: non camminavano, correvano, e noi dietro a rincorrerli cercando di non perdere di vista nessuno dei tre.

Una delle prime aree che ci fermò davvero fu Miniland, anche se non per i motivi che ci aspettavamo. Noi adulti restavamo incantati a osservare le costruzioni, i dettagli architettonici, il numero impressionante di mattoncini che componevano ogni scena; i bambini, invece, guardavano tutt’altro. Ogni volta che pensavamo di aver notato ogni cosa, loro trovavano qualcosa che a noi era sfuggito: un trenino in movimento tra le case, una scenetta nascosta dietro un edificio, un personaggio minuscolo intento a fare qualcosa di buffo. Era come stare in due parchi diversi nello stesso momento: noi vedevamo la costruzione, loro vedevano la storia dentro la costruzione.

Le giostre vicino all’ingresso, quelle che Giovanni avrebbe voluto fare per prime, erano già prese d’assalto da lunghe file, e fu così che decidemmo di spostarci verso la Legoland Junior Driving School, un’attrazione un po’ nascosta rispetto al viale principale e per questo meno impegnativa in termini di attesa. Convincere Giovanni a cambiare programma non fu semplice: aveva già in testa cosa voleva fare, e ogni tentativo di dirottarlo altrove veniva accolto con qualche protesta. Alla fine, però, quella scelta di ripiego si rivelò una delle più azzeccate della giornata: la Driving School diventò una delle giostre che gli piacquero di più in assoluto, quella in cui ottenne la sua prima patente, o meglio, come la chiamava lui all’epoca, la sua “potente”. Per giorni non fece altro che parlarne, mostrandola con orgoglio e custodendola come un documento importantissimo, e guai a chi osava suggerire che non fosse una patente vera: per Giovanni era reale, e a essere sinceri, per tutta la famiglia quella piccola patente è diventata uno dei ricordi più belli della giornata. Anni dopo quel viaggio, è ancora con lui.

Dalla Driving School ci spostammo verso l’area che mostra come nascono i celebri mattoncini Lego, e per i bambini fu quasi come assistere a un piccolo prodigio: osservavano il percorso dei mattoncini con la stessa attenzione con cui si segue un trucco di prestigio cercando di scoprirne il segreto. Alla fine del percorso ognuno ricevette un piccolo mattoncino ricordo, ma la parte che li entusiasmò di più arrivò subito dopo, con la possibilità di creare una minifigure personalizzata: per qualche minuto ciascuno di loro diventò il protagonista della propria storia Lego.

Souvenir, pranzo e gelato prima delle giostre più adrenaliniche

Arriva sempre, in ogni famiglia, quel momento in cui si entra in un negozio di souvenir e improvvisamente tutto diventa indispensabile. Nel caso di Giovanni il colpevole fu un cappello Lego dedicato a Batman: amore a prima vista, di quelli che rendono inutile qualsiasi tentativo di negoziazione. Alla fine il cappello tornò a casa con noi e, a dire il vero, non se n’è più andato: nonostante il sole, il mare, l’acqua salata, gli anni trascorsi da quel viaggio e un utilizzo decisamente intenso, quel cappello esiste ancora, un po’ sgualcito e leggermente scolorito. Giovanni ha smesso di indossarlo solo di recente, e non per stanchezza o per essersene dimenticato: semplicemente, a un certo punto, non gli è più entrato in testa.

Poco dopo arrivò anche l’ora di pranzo, e come in molti parchi a tema, mangiare all’interno può incidere parecchio sul budget familiare, con prezzi che dentro un resort come questo lievitano senza troppi complimenti. Per questo la sera prima avevamo preparato tutto in anticipo: panini, snack, acqua, pranzo pronto da tirare fuori dal camper, una soluzione che ci permise di trascorrere l’intera giornata senza stress e senza dover affrontare lunghe code nei punti ristoro. Ci sono però cose a cui è davvero difficile rinunciare, troppo golose per lasciarle passare: le patatine tagliate a spirale infilate sullo stecco, di quelle che si vedono ovunque nei parchi divertimento, e un gelato, sempre buono e rinfrescante, specialmente nelle ore più calde della giornata.

Nel pomeriggio, in Legoland Deutschland, Kids Power Tower e LEGOLAND Express

Nel pomeriggio arrivò il turno di due giostre che si rivelarono tra le preferite di Giovanni, ed entrambe le fece insieme a Matteo. La prima era la Kids Power Tower, una struttura che si sviluppa in altezza come una piccola torre, da scalare tirandosi su con una corda: Giovanni ci si lanciò con Matteo al fianco, e la salita, a fatica e a strattoni, rimase impressa in un video che ancora oggi riguardiamo volentieri. La seconda, invece, fu il LEGOLAND Express, i vagoncini su rotaia stile miniera che si muovono solo se qualcuno li spinge a mano con un movimento a leva avanti e indietro, e qui la sfida si faceva sul serio: più vagoncini in pista insieme, ognuno spinto dalla propria squadra, in una vera e propria gara. La nostra, composta da Giovanni, Matteo e le due sorelle, ce la mise davvero tutta, remando quasi con la disperazione di chi non vuole arrivare ultimo, ma alla fine la vittoria andò a un altro equipaggio: la fatica, quella sì, fu totale.

Bambino e papà si arrampicano sulla Kids Power Tower a Legoland Deutschland
Giovanni e Matteo, corda dopo corda, verso la cima della Kids Power Tower
Famiglia in gara sui vagoncini del LEGOLAND Express a Legoland Deutschland
La sfida sul LEGOLAND Express: tanta fatica, vittoria sfumata.

LEGO X-TREME: la foto delle montagne russe che racconta tutta la famiglia

Prima di salire facemmo una discreta fila, il tempo giusto per un vero ripensamento: guardavo il percorso e mi chiedevo se fosse davvero il caso, ma quella montagna russa, il LEGO X-TREME, era pensata anche per i bambini più piccoli, tanto che perfino Giovanni poté salire, e così mi lasciai convincere anch’io. Pensare che da ragazza ero molto più spericolata con le giostre, altro che tentennamenti del genere.

C’è una fotografia che, meglio di qualsiasi parola, racconta quella giornata a Legoland. Eravamo tutti e cinque divisi in due vagoni: nel primo Matteo e Giovanni, che urlavano, ma non per la paura, per l’entusiasmo, e più la velocità aumentava più si divertivano. Nel secondo vagone c’eravamo noi tre ragazze, con Benedetta e Federica sedute insieme davanti, e io dietro, da sola, con un’espressione che nella foto dice tutto: ancora oggi faccio fatica a capire perché abbia accettato di salire su quella montagna russa, mentre Giovanni e Matteo si stavano divertendo come non mai e io stavo semplicemente cercando di sopravvivere fino alla fine del giro. Davanti a me, Benedetta se ne stava aggrappata con decisione al maniglione, mentre Federica viveva un misto tra spavento e divertimento, e proprio durante il percorso si ritrovò a tenere un occhio chiuso, dicendo che le era finito dentro un moscerino: una scusa perfetta per nascondersi un po’ la faccia, anche se lei non lo ha mai ammesso, e noi restiamo convinti che quel giorno, in fondo, un po’ di paura l’abbia avuta davvero.

Quando riguardiamo quella fotografia ridiamo ancora, perché racchiude perfettamente il modo in cui ogni membro della famiglia vive le stesse esperienze in maniera completamente diversa, ed è un promemoria del fatto che i ricordi più belli raramente sono quelli perfetti: sono quelli autentici.

L’uscita da Legoland: genitori sfiniti, bambini ancora carichi

Alla fine della giornata eravamo noi, gli adulti, ad avere bisogno di essere portati via di peso. I bambini, invece, continuavano a saltare, a correre, a chiedere se si poteva fare ancora un giro, come se le ore passate tra giostre e code non avessero minimamente intaccato le loro riserve di energia. Fummo quasi cacciati dal parco: i custodi di Legoland, all’orario di chiusura, si dimostrarono piuttosto fiscali, e noi, sfiniti com’eravamo, non potevamo far altro che assecondarli, mentre trascinavamo verso l’uscita tre bambini ancora convinti di poter reggere altre due ore buone di divertimento.

E il viaggio continua verso Monaco

Lasciata Legoland alle spalle, con una “potente” conquistata con orgoglio e un cappello di Batman ormai inseparabile da Giovanni, il nostro viaggio verso Berlino proseguì verso Monaco di Baviera. Ma questa è un’altra tappa del viaggio.

📍 Dove abbiamo sostato

Abbiamo soggiornato nel campeggio del resort di Legoland Deutschland, a pochi minuti a piedi dall’ingresso del parco, una soluzione comoda per vivere l’atmosfera del parco già dalla sera prima.

🚐 Prima di partire per Legoland

Se stai organizzando una visita a Legoland Deutschland con i bambini, ecco alcune informazioni pratiche che avremmo voluto conoscere prima di partire.

Al momento della nostra visita, il biglietto ci era costato meno acquistandolo direttamente in loco piuttosto che online: prima di partire vale comunque la pena controllare i prezzi aggiornati su entrambi i canali, perché le politiche dei parchi a tema cambiano spesso.

Se viaggi con più bambini di età diverse, dividersi per qualche ora può essere la scelta migliore: le radio PMR si sono rivelate utilissime per restare in contatto senza dover continuamente cercarsi tra la folla del parco.

Anche se all’interno del parco si può tranquillamente pranzare portando cibo da casa, è sempre bene avere con sé qualche snack di scorta per le emergenze: capita facilmente di trovarsi in fila proprio all’ora di pranzo, e avere qualcosa a portata di mano evita capricci e cali di energia inutili.

Per orari aggiornati, prezzi e tutte le informazioni ufficiali, il riferimento resta il sito di Legoland Deutschland

❤️ Cosa ci ha lasciato questa tappa

Una delle cose che abbiamo imparato quel giorno è che nei parchi a tema bisogna arrivare con le idee chiare, altrimenti tutto si trasforma in un capriccio continuo. Con tre bambini di età diverse è impossibile pensare di fare ogni attrazione, e allora diventa necessario scegliere, decidere insieme cosa vale davvero la pena vivere e cosa invece si può lasciare per un’altra volta. È anche per questo che, in alcuni momenti della giornata, ci siamo divisi: qualcuno con Giovanni verso le attrazioni più adatte a lui, qualcun altro con le sorelle verso quelle un po’ più impegnative, ritrovandoci poi negli stessi punti del parco.

Proprio in quest’ottica di organizzazione, prima di uscire ci siamo fermati a lungo in Rebuild the World, dove tutti e tre si sono seduti a costruire con i mattoncini senza fretta e senza code. Non è stata solo una pausa piacevole: è stata anche l’attività che ci ha aiutati a far calare un po’ l’adrenalina della giornata prima di rimettersi in marcia verso l’uscita, un modo naturale per farli arrivare più tranquilli al momento dei saluti al parco.

🔄 Se tornassimo oggi

Se tornassimo oggi a Legoland, probabilmente sceglieremmo giostre diverse, perché i nostri figli sono cresciuti e le loro età non sono più quelle di quel viaggio. Quello che però siamo certi non cambierebbe è l’amore per i mattoncini: quella passione lì resta identica, indipendentemente dagli anni che passano.

🎟️ Organizza la tua visita

Per chi volesse abbinare Legoland anche a una visita di Günzburg, il centro storico della città vale una passeggiata: piazza del Mercato, negozi e palazzi storici, case colorate in stile bavarese con i tipici tetti a punta.

Chi viaggia con bambini piccoli e non si accontenta di un solo parco può prendere in considerazione anche il Peppa Pig Park, a pochi minuti da Legoland e pensato apposta per i più piccoli. In questo caso, l’area sosta di città può essere una base strategica per muoversi comodamente tra le due mete.

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